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Diario


19 giugno 2007

Curtain closed

Non ho mai pensato che questo blog servisse ad altro che a darmi una scusa per avere delle opinioni e scriverle. Era l'unico strumento in grado di sottrarmi alla mia accidia intellettuale, perche' solleticava il mio narcisismo. A me piace un sacco come scrivo, questa e' la verita'. E per quanto non molto condivisa, a giudicare dai contatti, resta l'opinione che per me conta di piu'. Quindi, mi e' piaciuto scrivere qua, e mi e' piaciuto ancora di piu' rileggermi. Ora pero' l'accidia ha preso il sopravvento perfino sul mio ragguardevole narcisismo. Quindi basta, arrivederci e grazie. Ma resto un Capricorno e per questo, invece di elaborare il lutto, finisco per chiedermi: ma ora cosa succedera' a tutte le parole scritte in due anni e nove mesi? Vagheranno per sempre nella rete come zombie o vampiri, ne' vive ne' morte? O prima o poi un qualche Bertolaso si inventera' una discarica virtuale, per smaltirle e consegnare al definitivo e meritato oblio? Nel caso, fatemi sapere, che faccio un funerale solenne. Se lo meritano, mi hanno aiutato a rimanere in vita in durante 1000 giorni difficili. I piu' difficili, a dire il vero.   




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6 giugno 2007

B-16 all'attacco

E ce ne faremo una ragione, io e altri 5 o 6 miliardi di persone.




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30 maggio 2007

Ecco, l'ho detto

Non e' per darmi le arie da Pansa, e' che ci ho pensato e ripensato e riripensato a lungo. E la conclusione e' che se ci fosse una destra seria in Italia, io potrei anche ritenere di prendere in considerazione di ipotizzare eventualmente un giorno tra mille tormenti di votarla. Per fortuna, non corro il rischio.




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18 maggio 2007

La Quinta Internazionale

Con la nomina di Kouchner a Ministro degli Esteri francese si completa un bellissimo paradosso. Ora tutti i grandi Paesi europei, che siano governati dalla destra dal centro o dalla sinistra, hanno un Ministro degli Esteri socialista, o simil tale. Una volta per fare il Ministro degli Esteri bisognava essere tutto, meno che di sinistra. Ora e' il contrario. Perche'?
Ho due risposte. La prima e' che il Ministero degli Esteri e' una di quelle cose che vengono volentieri date ai partiti il cui apporto serve a governare, ma che per un motivo o per l'altro non possono esprimere il Capo del Governo. Fa fine e non impegna, costa poco e ti fa fare bella figura (sparagna e comparisci, dicono dalle mie parti).
Puo' darsi sia cosi'. Ma la seconda risposta mi piace di piu'. Penso che oggi, per fare una buona politica estera, sia necessario avere una qualche tonalita' di sinistra. Perche' l'interesse nazionale non basta piu' a dare le coordinate a muoversi nel mondo, se non e' unito all'idea di responsabilita' internazionale. Sara' stato velleitario, ma il brodo di coltura dell'internazionalismo terzomondista ha partorito una classe dirigente forse incapace di parlare ai propri cittadini, ma certamente piu' in grado di dialogare con tutti gli altri.




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16 maggio 2007

Perche' lei?

Questo qua e' indubbiamente un fenomeno, ma che dio mi fulmini se ho capito perche'. Gia' mettere l'aggettivo vicino al sostantivo e' difficile: letterario? mediatico? blogghesco? Boh.
Senza saperne niente, lo trovo in libreria prima di un volo di un tre ore circa, e penso che sia perfetto per la circostanza. Avevo ragione, se non per il fatto che la Lufthansa ha fatto un'ora di ritardo e durante quell'ora di troppo mi sono massacrato le palle. Pero', insomma, vale esattamente quello che ti sembra, in qualche punto ti suscita ilarita' (le pagine sul dialetto foggiano sono da ribaltarsi), in qualche altra invidia, perche' la ragazza a quanto pare c'ha una collezione di storie che io nemmeno per le prossime due o tre vite. Scorre via, e' generalmente scritto bene, assolve la sua funzione sociale,  poi si pensa che si puo' anche fare dell'eccellente umorismo dicendo anche qualcosa (v. Hornby), ma insomma va bene cosi'.
Poi mi informo un po', e vedo che ha venduto un'enormita' di copie, che trattasi di una blogger, che ormai frequenta piu' salotti televisivi di Alba Parietti e che e' diventata talmente importante da avere un bel mucchio di gente che non la regge, presumibilmente per (umanissima) invidia.
Va be', per farla breve, sono costretto ad occuparmene perche' non ho proprio capito i parametri. Probabilmente tra i blogger c'e' un mucchio di gente dotata dello stesso talento, e forse di piu'. Anzi, direi che la blogsfera trabocca di gente in grado di intrattenere piacevolmente con le proprie paranoie e le proprie storie (vere o forse inventate, le une quanto le altre). Perche' proprio Pulsatilla? Lo fa davvero meglio di tutti gli altri? O e' semplicemente culo?




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14 maggio 2007

Il divorzio impossibile

Sembra che Povia, di professione cantante (un collega di David Bowie e Peter Gabriel, insomma), abbia lanciato al raduno sanfedista di sabato scorso l'idea di vietare il divorzio a chi ha figli piccoli. Splendida e risolutiva, e in grado di raccogliere oceanici consensi tra i seminatori per professione di sensi di colpa, a danno di gente che gia' affronta tormenti difficilmente raccontabili.
Pero', mancandogli -  temo - le capacita' analitiche di Wittgenstein, ha trascurato il piccolo fatto che e' gia' piu' o meno cosi'. Le statistiche non ci diranno mai quante famiglie rimangono appiccicate con lo sputo perche' non ci si puo' permettere di separarsi. E nemmeno sapranno mai raccontarci i traumi nascosti che riceveranno i figli di genitori che rimangono insieme per sola mancanza di alternative.
Ma in fondo, ha ragione lui. Non vivranno male, quelli, in Italia. Sara' peggio per chi ha avuto due genitori che hanno affrontato la verita' e ne hanno pagato il prezzo, e magari si sono sforzati di  dare a se stessi e ai loro figli un senso al dolore, attraverso la consapevolezza. Sara' peggio, perche' da noi la verita' non conta. Conta quello che si vede. Cosi' si viveva, cosi' si vivra'. Nei secoli dei secoli.     


PS Ormai ha sostituito quella per Berlusconi. Si vede che a noi di sinistra ci tocca almeno un'ossessione. Tanto vale allora istituire una apposita rubrica. "Candide", omaggio al libro di Voltaire a cui devo l'essere diventato precocemente ateo. 

 




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9 maggio 2007

"E tu, come ti fai?"

Il ciclismo era il mio secondo sport preferito da guardare. Da piccolo aspettavo con ansia le tappe di montagna al Giro e al Tour e anche dopo aver cominciato a lavorare cercavo sempre di avere un televisore a disposizione per guardare Bugno e Chiappucci andare inutilmente all'assalto di Indurain e poi le imprese malate di Pantani. Poi mi ha fatto sempre piu' schifo. Non tanto per il doping, che forse c'e' sempre stato. Ma per quella dimensione farmacologica industriale che ha assunto, un mega-business che ha distrutto per sempre la mitologia del ciclismo popolare e contadino. E per quell'omerta' mafiosa che ha accompagnato il passaggio dal doping artigianale a quello da multinazionale farmaceutica, con pratiche degne del dottor Mengele e sacche di sangue che viaggiano per l'Europa come nemmeno in un film splatter. Comunque, di fondo non me ne frega niente di Ivan Basso che confessa o forse no.
Ma la lettura dei titoli di giornale mi deve agire nel profondo, perche' ieri ho mandato un'e mail ad un amico americano chiedendogli "how are you DOPING?", invece che "how are you doing?". Non mi ha risposto, forse ha pensato ad un riferimento a quel bel campione di Lance Armstrong e si e' offeso.




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4 maggio 2007

La critica e' morta, abbasso la critica

Leggo qui, e mi faccio domande. La cosa mi riguarda, perche' sono uno scrittore anch'io. Ho il mio romanzo nel cassetto da un anno e piu', bello pronto con tanto di epigrafe, che gli manca solo la fotografia da beltenebroso in quarta di copertina. Non l'ho mai proposto a nessuno perche' non mi va di sottopormi al giudizio dei lettori di professione. Il che, lo ammetto, limita molto il senso della mia autoproclamazione a scrittore e mi fa ammirare sfrenatamente chi invece ha avuto la voglia e il coraggio di procurarsi un editore, quale che sara' il risultato.
Mi riguarda, soprattutto, perche' sono un lettore anch'io. E mai, da almeno una ventina d'anni, mi e' capitato di leggere un libro a seguito di una recensione. Una volta c'era una divisione netta tra letteratura alta (critici e lettori "colti") e massa. Ora la divisione e' tra critici e tutti gli altri, inclusi i lettori (piu' o meno) colti. Perche' non si accetta piu' il principio dello "giusto" e dello "sbagliato" che sta alla base della sussiegosissima critica letteraria italiana. Allora, come ci si orienta, se non si vuole abbandonarsi al mercato?  La mia soluzione e' molto minimal. Mi affido al passaparola degli amici, mi lascio suggestionare da quello che leggo su Internet o da forme di comunicazione meno verticali. Rifiuto chi mi dice di leggere un libro perche' e' bello. Mi fido di chi mi dice "a me e' piaciuto e penso possa piacere anche a te". Non mi va male, quasi mai. E la qualita' della vita migliora.




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4 maggio 2007

Rossonero, malgrado tutto

Divenni milanista piu' di trent'anni fa, per due ragioni: Gianni Rivera e un padre juventino. Una cosa edipica, insomma. Poi Rivera si ritiro', e arrivarono i conti con mio padre. Non ebbi piu' nessun motivo per tifare Milan, anzi cominciai ad averne qualcuno per tifare contro, vista la clamorosa strumentalizzazione politica berlusconiana dei successi della squadra. 
Ma non c'e' niente da fare. Nei momenti in cui contano solo le maglie e il campo verde, e si puo' dimenticare tutto il resto, il cuore palpita per il rossonero ed esulta come da bambino. Anzi di piu', perche' allora non si vinceva mai. E il trauma dello scudetto del 1973 perso all'ultima giornata contro il Verona fa ancora male, come avessi otto anni e fosse successo ieri.




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2 maggio 2007

Nel 2008? Un concertone gregoriano

Ormai in Italia basta dire frasi sulla Chiesa che erano moneta corrente solo una decina di anni fa per farsi dare pubblicamente dell'iintollerante, dell'idiota e dell'ubriacone. Non so nemmeno chi sia questo Andrea Rivera, ma gli rivolgo un affettuoso pensiero. Mi capita quasi ogni giorno di pensare e dire esattamente le stesse cose, ma per fortuna non ci sono Angeletti ed Epifani (che sarebbero i sindacalisti "laici", pensa te come siamo messi) ad ascoltarmi. Il prossimo anno, facciano un concerto di Handel a santa Cecilia e lo facciano presentare dalla Gardini. E' parecchio da stonzi chiamare a raccolta il popolo di sinistra e pretendere che stia li' solo a fare massa e coreografia.




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23 aprile 2007

Aboliamo i TAR

Catania o non Catania, non e' da oggi che penso che i TAR siano una delle piu' effiacaci spiegazioni allo stato di irriformabilita' della pubblica amministrazione italiana. Non c'e' funzionario pubblico animato da propositi innovatori (ce ne sono, ce ne sono) che non abbia sperimentato sulla propria pelle la forza dell'ostinata resistenza dei magistrati amministrativi, che non hanno mai un volto e a volte nemmeno un nome. E che forse per questo, o forse proprio perche' baluardo del conservatorsimo in un'Italia immobile, sono sempre riusciti a sottrarsi ad una seria discussione pubblica sull'utilita' del loro ruolo. Li abolissimo domani, questo Paese andrebbe meglio. Senza nessun dubbio.




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18 aprile 2007

I lupi della Magliana

Il lupo ha un ruolo di primo piano nella mitologia nazionale turca. La leggenda viene appresa da tutti i bambini turchi fin dalla scuola elementare e narra che proprio una lupa indico' la strada verso l'Occidente e il Mediterraneo alle popolazioni turche provenienti dalle steppe centro-asiatiche. I lupi grigi prendono il loro nome da li'. Sono francamente fascisti, e come tali ossessionati dall'idea della purezza. Per questo se la prendono con chiunque, con le sue idee o la sua stessa sola esistenza, introduca nella societa' turca un granello di diversita'.
Non e' difficile capire da dove vengano, per chi ha una vaga idea di cosa sia stata l'Italia degli anni 70. Non e' nemmeno difficile capire dove vanno, e cioe' da nessuna parte. La purezza non esiste in nessun luogo, e tantomeno in una terra di mille influssi e mille storie come la Turchia. Piu' difficile capire se siano solo quattro pazzi in liberta', o se qualcuno li manovri. In passato, sono stati l'utile manovalanza al servizio di quello che qui si chiama lo "Stato profondo" e che da noi si chiamerebbero "servizi deviati" o cose simili. Oggi, chi lo sa.  




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2 aprile 2007

Ma che se la comprino...

Io non ci capiro' una cippa di finanza, e ancora meno di piu' sottili ragioni di sicurezza nazionale. Ma mi chiedo sul serio se qualsiasi straniero si comprasse la Telecom potrebbe mai fare di peggio, sotto ogni profilo, di un gruppo di squallidi maneggioni italiani. Almeno all'AT&T, forse, non interessa nulla delle trombate di Vieri o Adriano con le veline.




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29 marzo 2007

Puzza di anni Cinquanta

A noi di sinistra (moderata) i giudici ci stanno simpatici. Come categoria almeno, perche'  poi quando si ha la disgrazia di averci a che fare di persona, il giudizio cambia. Ma questo sarebbe argomento di un altro post.
Allora ammettiamolo, in fondo in fondo un po' giustizialisti lo siamo. Abbiamo sostenuto Tangentopoli, perche' la corruzione era arrivata a livelli da far vomitare e non c'era altro modo di affrontare il problema. Abbiamo (stra)sostenuto i giudici antimafia, quando hanno trasformato in atti giudiziari quelle che prima erano solo verita' da bar, e cioe' che il livello politico esisteva davvero. Abbiamo anche sostenuto Calciopoli, quelli a cui e' fregato qualcosa, perche' di Moggi e Carraro non ne potevamo piu'.
Ma Vallettopoli, davvero, va oltre. La pretesa di trasformare ambienti notoriamente depravati in luoghi di virtu' non ha nessun senso. E anzi puzza di moralismo un po' bigotto. Piu' degno della magistratura degli anni 50 e 60 - quella che negava alla Spaak la custodia della figlia in quanto attrice - che dei pretori d'assalto o di Falcone e Borsellino.




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28 marzo 2007

Amen

Al Senato c'e' questa cosa bizzarra, che se non e' si e' no. La politica come il sesso, insomma. Tu chiedi a una se te la da', quella non ti dice no ma si gira e se ne va. Risultato: tu non ce l'hai.
Solo che, in teoria, l'astensione e' una delle scelte politiche possibili per un'opposizione. Non si vota contro sul provvedimento, ma non si vota a favore perche' e' pur sempre un provvedimento di un governo avversario. Quindi, in teoria, la derisione del genio strategico del magico (per noi) trio Berlusconibossifini non avrebbe fondamento. Non avrebbe. Se fossero stati onesti fin dall'inizio. Perche' al Senato il Governo Prodi non e' mai (e sottolineo mai) andato sotto, nella conta dei "si" e dei "no". Solo che, appunto... Un'opposizione che punta tutte le sue carte sulle disposizioni di un regolamento di voto al Senato (e solo al Senato, chissa' perche') che non ha nessun senso, e' condannata a non avere senso nemmeno lei. Amen.     




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22 marzo 2007

S'io fossi Sircana

Non so se Sircana sia credente. Io certamente no. E se fossi lui, farei questa cosa qua. Convocherei i giornalisti sul piazzale di una chiesa nel centro di Roma, tipo Sant'Andrea della Valle, diciamo un sabato pomeriggio. MI farei riprendere mentre entro in chiesa, se possibile anche mentre mi accomodo sul confessionale. Li farei aspettare il tempo necessario a raccontare i miei peccati (a occhio, un paio d'ore dovrebbero bastare). Dopodiche' reciterei le mie quindici o venti Ave Maria, uscirei, mi accenderei una sigaretta e lancerei un'occhiata alle telecamere come a dire "Cazzo avete da guardare?". E mi allontanerei, mondato dalle colpe e circonfuso dell'unico vero Spirito Santo che permea la vita nazionale: l'Ipocrisia.




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21 marzo 2007

Un Paese orribile

Sia detto senza rabbia, ne' tantomeno dolore, perche' tanto ci si e' ampiamente fatto il callo. Ma l'Italia e' veramente un Paese abitato da gente orribile. Guardate le lettere a Zucconi, soprattutto la prima, e avete il quadro di una comunita' privata della piu' elementare capacita' critica. Non sono i contenuti, che fanno paura, perche' uno puo' benissimo arrivare a dire che Mastrogiacomo non doveva essere liberato, a quel prezzo. Ma sono i processi mentali che spaventano, gli argomenti. Si puo' paragonare uno che sta facendo il suo lavoro, e va in zone pericolose, a uno che fa il turista sul Monte Bianco? C'entrano davvero, una cosa con l'altra? E queste domande ne portano con se' un'altra, fondamentale: si ha diritto ad avere spazi in cui poter esprimere opinioni da pirla, come questa e tante altre? Internet ha aperto il vaso di Pandora dell'idiozia italica. Ne valeva la pena?




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12 marzo 2007

Brutta cosa, la vecchiaia

Si ascolta Bertinotti da Fazio, e ci si fa rincoglionire dall'eloquio elegante, sciolto e raffinato. Si spandono nell'aere concetti profondi comunicati semplicemente, l'equivalente per l'intelletto di quello che profumi afrodisiaci e delicati massaggi tailandesi sono per il corpo. Difficile resistere alla fascinazione di un rivoluzionario che proclama che l'idea di progresso e' morta, e che con due o tre erre arrotate seppellisce il materialismo scientifico. Solo che nella vertigine dei sensi, non ci si accorge che di questo passo il baratro dell'Opus dei e del cilicio della Binetti si fa pericolosamente vicino. Dimentichi della semplice realta' che la scienza e' conoscenza, e non solo manipolazione genetica (quella ne e' un derivato e una deviazione, semmai), ci si fa troppo facilmente preda del ritorno al pensiero dogmatico e autoritario. La deriva di sessantottini delusi da se stessi e dalla vita e’ rispettabile. Ma perche’ fare di un travaglio individuale, o tuttalpiu’ generazionale, una verita’ da propinare all’intero corpo sociale? Aver fatto una volta un errore non giustifica commetterne un altro, di segno opposto.   

 




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9 marzo 2007

I tormenti dei gay cattolici

Leggo dei tormenti degli omosessuali cattolici e mi viene in mente il titolo di un libro di o su Ignazio Silone (e chi e'?), che lessi in una lontana adolescenza. Gli echi degli anni sessanta erano ancora presenti, grazie a dio, e si poteva ancora imbattersi in letture che oggi, in tempi di ripresa del pensiero autoritario, suonano come l'equivalente della pubblicita' di Calimero. Il titolo era: "Socialista senza partito, cristiano senza Chiesa". Tralasciando la prima parte (oggi si e' socialisti, se lo si e', con fin troppi partiti), la domanda e': ma chi cazzo vi impedisce di coltivare il vostro essere cristiani senza per forza dovere credere a quello che dicono i prelati di Santa Romana Chiesa? Lo fanno milioni di protestanti in tutto il mondo, fatelo anche voi e smettetela di imporre ai vostri colleghi di orientamento sessuale i vostri dubbi. E scendete in piazza contro questa gente che vi odia, senza un perche'.




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5 marzo 2007

Imprese impossibili

L'unica cosa che si guadagna davvero con gli anni - per chi come me ha attraversato gli anni 80, 90 e quasi tutti i 2000 senza ingrassare di un grammo - e' il senso di deja-vu. Non cambia mai un cazzo, questa e' la verita'. Magari si sanno le cose, ma questo non ti aiuta a non fare errori. Il che rende l'esperienza sostanzialmente inutile. Ti serve solo a sapere che le cose non vanno e non possono andare, ma senza darti le soluzioni, perche' non esistono. Prendiamo l'Afghanistan. Leggere le memorie di Kissinger sul Vietnam ti aiuta a capire che e' di fatto impossibile vincere le guerre asimmetriche in trasferta. Se tu occupi con tutte le tue forze di iperpotenza un territitorio straniero, nel senso proprio di estraneo, dai al nemico la possibilita' di combattere una guerra di guerriglia. E sei fottuto. Perche' a quello basta creare casino, per minare alla radice la legittimita' - gia' di per se' fragile - della tua presenza li'. Per vincere, dovresti riuscire ad imporre il 100 per cento di sicurezza nel 100 per cento del territorio occupato. Impresa impossibile. E allora, che si fa in Afghanistan, tipo? Che si dovrebbe fare, non lo so. Che cosa succedera', invece si. Si prendera' e si andra' via ad un certo punto, con gli elicotteri e un senso di vergogna e di impotenza e frustrazione diffusa, al vedere i barbuti talebani ritornare a kabul in carrozza.




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2 marzo 2007

15 anni

Qualcun altro mi ha ricordato che oggi fanno quindici anni esatti che faccio questo lavoro (quale? direte voi; e chevve frega, rispondo io). Pochi per fare bilanci, abbastanza per nutrire il desiderio di essere gia' in pensione, moltissimi per pesare - uno per uno - su spalle evidentemente non del tutto preparate a reggerne l'impatto. Il mio lavoro non era destinato ad essere il centro della mia vita. Mio malgrado, e forse anche suo malgrado, e' stato molto di piu': in qualche misura l'ha inghiottita la mia vita, masticata, triturata, risputata indietro che era tutta un'altra cosa. Forse i quindici anni sono bastati ad esaurire il processo, forse da ora in poi sara' solo una cosa normale, capace di stare al suo posto, in mezzo a tante altre cose importanti. Forse.




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22 febbraio 2007

Rivalutazione dello stalinismo

"Gli annunci di espulsione di Franco Turigliatto dal partito da parte della segreteria nazionale sono irreali". I Giovani comunisti chiedono al partito di ritirare qualsiasi provvedimento di espulsione verso il parlamentare, che "è uscito dall'aula e non ha votato contro e si è dimesso da senatore proprio per rispetto verso il partito e per non far cadere il governo - che è poi caduto per le astensioni di Andreotti e Pininfarina".

Qualcuno ha dei dubbi che questi con la testa proprio non ci stanno, e fin da piccoli? Ora e' colpa di due senatori a vita se e' caduto un governo sostenuto dal loro partito! Fervido sostenitore del dialogo pacato e della maieutica socratica in gioventu', Meteco si e' nondimeno negli anni convinto che a volte un sonoro vaffanculo e' l'unica risposta possibile. E se il vaffanculo ancora non basta, pure due o tre mazzate sulle corna. Addaveni' baffone, trozkisti del cazzo.




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10 febbraio 2007

Fort Alamo, Italia

In questo fine settimana, secondo i sondaggi, il Portogallo potrebbe votare un referendum per l'introduzione dell'aborto. Come nel 1870, il Vaticano e' una cittadella assediata, le cui mura non sono a Porta Pia ma sulle Alpi. La dottrina della Chiesa sulla famiglia non ha nessun senso nella societa' moderna e non ha nessun fondamento nel messaggio evangelico, due punti che da soli bastano a spiegare perche' sono destinati a perdere. L'Italia e' il campo di battaglia scelto da un manipolo di disperati in paramenti sacri, per assicurarsi una sopravvivenza sempre piu' difficile. Peccato per loro, perche' fino a qualche anno fa si erano scelti terreni piu' nobili. Sconquasseranno la politica italiana, perche' e' gia' sconquassata di suo. Ma perderanno quello che resta della loro legittimita' morale. A me me ne frega un piffero, di loro e delle loro fisime, e se sprofondano nel guano della loro ipocrisia sara' sempre troppo tardi. Ma mi dispiace un po' per quelli come la Bindi, che ci hanno pure creduto.




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17 gennaio 2007

Le cazzate dei teo-dem

"Mi permetta di dire che mia moglie ed io non ci sentiamo assolutamente uguali a chi convive e pretende di equiparare la loro unione alla nostra. La relativizzazione dei valori della società ha prodotto maleducazione e violenza, quindi la dissoluzione del valore della famiglia sarebbe disastrosa ed inevitabile se si aprisse lo spiraglio ad una famiglia «fai da te»' 
E' l'estratto di una lettera alla Repubblica, quindi e' possibile presumere che il lettore non sia necessariamente di destra. Ma non riesco ad immaginare niente di meno "di sinistra" di una frase del genere. E non perche' sia necessariamente sbagliato, ma proprio per l'universo di valori che ne viene fuori: i rapporti tra le persone hanno un valore diverso a seconda che siano o meno sanzionati da un'Autorita'; la causa di "maleducazione e violenza" (sullo stesso livello!) sta nella crisi dei valori e non, come pure si potrebbe argomentare, nello stato di deprivazione economica e sociale di larghe fasce della popolazione al nord, al centro e al sud; la famiglia come entita' in se' sana, attaccata concentricamente dall'individualismo e dalla societa'. Onestamente, se uno cosi' legge Repubblica e magari vota centro-sinistra, qualcosa di sbagliato nel sistema c'e'. E questa confusione non giova a nessuno. Davvero, preferisco stare all'opposizione per sempre ma poter dire liberamente e a voce altissima che questo qui e la Binetti e tutti i teo-dem nessuno escluso dicono delle clamorose cazzate.




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11 gennaio 2007

Reazioni

Due tizi normalmente infami ammazzano tre persone, di cui un bambino di due anni, per questioni di condominio. Il marito-padre li strangolerebbe subito, il nonno-padre li perdona in un amen. Quale delle due reazioni e' quella naturale?




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10 gennaio 2007

Pacs?

Sono quasi due anni che, per vicissitudini personali, giro per alberghi, agriturismi e localita' turistiche del Nord Italia da solo con due meravigliosi infanti. Spesso vado in posti specificamente dedicati ai bambini; quelli attrezzati con baby-club e seggioloni, per intenderci. Ed e' un'osanna alla famiglia Mulino Bianco. Tutt'intorno a me, i tavoli sono occupati da mamme e papa', con fede d'ordinanza al dito ancora luccicante, che si dedicano con amore e cura al loro figlio unico, distratti solo dalle telefonate con le nonne ansiose di sapere come se la sta cavando il piccolo nelle trenta o quaranta ore di lontananza. Nella mezz'oretta di tregua, quando i piccoli sono impegnati a ballare le canzoncine imposte loro da poveri animatori precari, io mi metto le cuffiette e affondo la faccia in un giornale, mentre tutti gli altri si dedicano ad amabili chiacchiere matrimoniali. Ogni tanto qualcuna mi lancia uno sguardo, meno per concupiscenza (ahime') che per memorizzare la scena e sbatterla in faccia al marito in occasione del prossimo litigio: "guarda che finisci come quello, se non righi dritto". Mai una volta mi e' capitato di trovare uno o una come me, separato o separata con figli.
Se il campione che io osservo ha una sua rappresentativita', Ruini puo' dormire sonni tranquilli.  




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10 gennaio 2007

accanimento terapeutico

Questo blog ha rischiato brutto, tanto che mi stavo anche dimenticando che ci fosse. E' che mi sono stancato di scrivere di politica, che mi sembra di avere detto tutto quello che potevo dire e che non so proprio se sono in grado di cambiargli natura. Tipo di parlare di letteratura o di arte, anche perche' non ne so quasi un tubo. O di parlare della vita quotidiana qui, che mi sembra argomento troppo lontano da quei tre o quattro che leggono, e uno dovrebbe stare a spiegare un sacco di cose e i post devono essere brevi. Insomma, piena crisi da blogger mai pienamente entrato nella parte. Ma visto che c'e', e mi e' venuta in mente una cosa da dire (vedi post successivo), lo rianimo un po' e vediamo che succede.




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3 dicembre 2006

La piazza di destra

La manifestazione oceanica di Forza Italia e dei suoi strapuntini ha cancellato un'altra differenza tra destra e sinistra, quella per cui in piazza ci vanno solo i compagni. Solo apparentemente, però. Perchè poi bisogna vedere perchè  e come uno ci va, in piazza. La sinistra, malgrado tutti i cambiamenti, va in piazza mobilitata da un'idea. ll che pone diversi problemi, quando l'idea è sbagliata. La destra è andata in piazza stringendosi intorno ad una persona. Il che crea ancora più problemi, quando la persona è sbagliata.




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15 novembre 2006

Un peso, una misura

Ci e' cascato pure Merlo, oggi sulla Repubblica. Con la storia dei due pesi e delle due misure, quella per cui se prendo per il culo il Papa, mi tocca anche prendere il culo Maometto. Un ragionamento uguale a quello che si fa da destra quando ci sono le marce pacifiste: "perche' non le fate anche contro Bin Laden?", si chiede con la convinzione di smascherare una volta per tutte l'ipocrisia dei sinistri.
Una volta per tutte, allora: la satira e la protesta sono fenomeni interni ai contesti sociali in in cui vengono attuate. Hanno funzioni autocritiche, sono un antidoto contro i nostri stessi eccessi e i fanatismi e a volte funzionano in maniera omeopatica, essendo essi stessi frutto dell'eccesso e del fanatismo. Che senso avrebbe mettere alla berlina o protestare contro un potere esterno alla nostra societa'? La funzione autocritica della satira, come quella della protesta politica, verrebbero meno. L'eccesso e il fanatismo circolanti nel nostro organismo sociale non ne verrebbero ridotti, ma al contrario amplificati. Tocca ai musulmani, ridere di se stessi. Quando lo faranno, saremo tutti piu' sicuri. 




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9 novembre 2006

Utili idioti, addio

Se manca il contrappeso del Congresso, la macchina americana che gestisce la politica estera e'  molto maneggevole. ll Presidente decide, il Pentagono e il Dipartimento di Stato eseguono, anche turandosi il naso. La sua leggerezza la rende pero' anche facilmente dirottabile. Negli ultimi cinque anni, e' stata ostaggio di un pugno di intellettuali strenuamente impegnati a rifare il mondo a propria immagine e somiglianza. Hanno previsto tutto i neo-cons, tranne il piccolo dettaglio che il mondo avrebbe resistito. Sono durati poco, per fortuna, ma abbastanza per fare danni incalcolabili, almeno quanto i profitti fatti, grazie alla politiche da loro promosse, dalle compagnie petrolifere e dalle multinazionali del complesso militare-industriale. Di cui sono stati gli utilissimi idioti. Ben ripagati, almeno spero.   




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